La supplente
In questi ultimi giorni mi sono ritrovata a rivivere la stessa situazione più volte. E più volte sono caduta nello stesso gioco, negli stessi sbagli, senza poter far nulla per cambiare quel che stava succedendo. Non cambiare la situazione ma la mia attitudine. E' terribile rendersi conto di sbagliare e non riuscire a trattenersi dal farlo. L'automatismo é una molla perfetta, basta sfiorarla che subito parte, e a volte nemmeno ti rendi conto di averla sfiorata.State forse cercando di immaginare quale possa essere questa situazione? Ora mi sbilancio. Ero a un corso di matematica e si stava parlando di calcolo letterale... l'insegnate sommersa dalla mille domande, aveva perso per un attimo l'orientamento e così le ho consigliato cosa fare e come fare. Ma chi sono io? Forse la supplente? Ognuno ha diritto di interpretare il mondo a modo suo, e se ciò differisce dalla visione che ne ho io, non fa be nulla... E invece no!!! Devo sempre cercare di fare in modo che gli altri vedano il mondo con i miei occhi. Le cose devono essere fatte come le immagino io, perché se le capisco io, le possono capire anche gli altri, e se a me vanno bene, possono andare bene anche agli altri. E' così? NO e lo so. Il mio pensiero é rivolto verso l'aiutare l'altro, ma chi mai me lo ha chiesto??!!! Nessuno. Questa situazione (come quelle analoghe successe in questi giorni) mi ha proprio catapultato nel presente e mi ha fatto guardare in faccia questa parte di me sotto tutte le sue sfacciettature. Il bisogno di dimostrare di valer qualcosa e di essere considerati, mi fa perdere la consapevolezza che ognuno vede e vive il suo mondo, e che ogni mondo é perfetto!


1 Comments:
At 6:28 PM,
Anonimo said…
a volte il voler aiutare cela qualcos'altro, ma cominciare a rendersene conto guardandosi, e beccandosi, é un inizio per poter andare oltre
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